Salvador de Bahia (Brasile). Intitolato un asilo a don Luigi Giussani - Events in memory of Father Giussani

Events in memory of Father Giussani

Salvador de Bahia (Brasile). Intitolato un asilo a don Luigi Giussani

9/12/2005

La speranza non ha deluso
(di Isabella Alberto)

A settembre don Carrón ha trascorso alcuni giorni in Brasile. Un incontro con le persone e la possibilità di approfondire il valore delle opere.

Diviso in cinque regioni geografiche molto differenti tra di loro, il Brasile è un Paese di dimensioni gigantesche, con poco più di 170 milioni di abitanti, dove il contrasto tra poveri e ricchi è molto forte. Qui, oltre 40 anni fa, venne piantato il seme di una umanità nuova con l'arrivo, nel 1962, dei primi amici di don Giussani che vennero a servire la Chiesa di Belo Horizonte. Col passare degli anni giunsero altri amici che si impegnarono soprattutto nell'università. Il movimento crebbe e oggi è presente in 28 città, raggiungendo tutti i vari strati sociali. Ma, come agli inizi, la capacità di generare opere che affrontano la povertà e l'ingiustizia sociale nasce solo dal porre Cristo al centro.

Salvador de Bahia
Il momento della visita di don Carrón che ha più colpito è stato sicuramente l'inaugurazione dell'asilo-nido "Monsenhor Luigi Giussani" a Salvador, fatta dal Governatore dello Stato, Paulo Souto (vedi box), nella baia di Ribeira Azul dove si sta effettuando un'opera di riurbanizzazione in modo tale che 33.000 famiglie possano lasciare le palafitte dove vivono e stabilirsi in case vere e proprie. Il progetto, finanziato dalla Banca Mondiale (Bird) e dal Ministero degli Affari Esteri italiano (Mae) a motivo dei risultati ottenuti, è considerato un modello per il Brasile e una vetrina per il mondo. Ciò che ha fatto la differenza, in questa regione che aveva già ricevuto vari interventi senza risultati, è stata l'applicazione di un nuovo metodo: la centralità della persona, il fare insieme e la positività. Questo è stato il grande contributo di don Giussani: averci insegnato questo metodo.
A Salvador don Carrón ha visitato tre opere: l'asilo-nido di Novos Alagados, dove sono accolti bambini da 0 a 6 anni; il Centro Educativo Giovanni Paolo II, che offre dopo-scuola per bambini più grandi; e il Centro di Orientamento Familiare, che aiuta giovani e adulti a trovare un lavoro attraverso corsi di formazione professionale e di piccole cooperative di lavoro. Tutte opere nate da alcuni che, dal semplice gesto di caritativa, hanno voluto rispondere in modo sistematico ai bisogni che avevano visto. Don Carrón si è incontrato con il cardinale Geraldo Majella Agnelo, arcivescovo di Salvador e presidente della Conferenza episcopale, che lo ha salutato con grande entusiasmo manifestando profonda gratitudine per la presenza del movimento nella sua diocesi. La sera, nel Salone dei Congressi dell'Hotel Fiesta, si è svolta un'assemblea di tutti gli amici del movimento e non solo. In molti volevano conoscere il prete spagnolo. Erano circa 230 persone, vi hanno partecipato anche alcuni membri delle comunità di Fortaleza, Cruz das Almas e Vitória da Conquista - che hanno percorso fino a 1.400 km per venire a questo incontro -, oltre a preti e amici di altri carismi che hanno accettato l'invito. Tutti sono rimasti impressionati soprattutto dalla semplicità di don Carrón, che ha sempre affermato di essere venuto per condividere ciò che esiste di più importante: la presenza di Cristo. «La vita si decide quando ci lasciamo educare, toccare dal reale. Giovanni e Andrea sperimentarono la vita in modo incomparabile per essersi lasciati toccare da quella presenza eccezionale, una presenza che corrisponde. Per noi, è la stessa esperienza, alla mattina quando apriamo gli occhi e il bambino sta piangendo, quando andiamo a lavorare, quando abbiamo mal di testa o quando siamo annoiati. Siamo sempre in contatto con il reale. Il reale è il vero alleato della vita».

Belo Horizonte
A Belo Horizonte don Carrón ha rincontrato Rosetta Brambilla, una delle prime italiane giunte in Brasile (cfr. Tracce, febbraio 2005), coordinatrice di tre asili-nido - Jardim Felicidade, Dora Ribeiro e Etelvina Caetano de Jesus - dove sono accolti a tempo pieno 313 bambini da 0 a 6 anni che vivono in situazione di rischio o abbandonati. C'è inoltre un centro socioeducativo - Centro Alvorada -, che ai 240 adolescenti da 6 a 15 anni che lo frequentano, offre, oltre al doposcuola, laboratori di teatro, musica, informatica, artigianato e attività ricreative. Con questi ragazzi è nato un bel rapporto di amicizia e insieme a Cristina e altri educatori, molti cominciano a partecipare al gruppetto degli studenti medi.
Sempre per rispondere alle necessità, a dicembre del 2001 è stata creata la Casa Novella, che ha come finalità l'accoglienza di bambini da 0 a 6 anni in situazione di rischio personale o sociale, vittime della violenza domestica. La squadra della Casa Novella si occupa anche dell'accompagnamento psico-sociale delle famiglie di origine, allo scopo di superare la situazione e reinserire il bambino nel suo ambiente familiare. L'anno scorso questo lavoro è stato premiato dalla Fondazione Abrinq come riconoscimento della metodologia utilizzata: realismo, ragionevolezza e moralità!
Don Carrón ha avuto anche l'occasione di visitare il nuovissimo Centro Virgilio Resi, inaugurato a ottobre 2005 in occasione del terzo anniversario della morte di don Virgilio (sacerdote missionario, in Brasile dagli anni 80; ndr), ma già in funzione con 50 alunni distribuiti in due classi di avviamento al lavoro di giardinaggio e di cameriere. Essendo stato presentato come un amico di don Virgilio, i ragazzi subito sono entrati immediatamente in rapporto con lui e spontaneamente sono sorte alcune domande, ad esempio, circa le scelte da prendere nella vita. Don Carrón ha invitato a paragonare tutto con le esigenze del cuore, fornendo questo esempio: «Le scarpe che indossi sono comode o no? Solo tu puoi dirlo».
In seguito don Carrón è andato a incontrare don Pigi Bernareggi - uno dei primissimi che partì per il Brasile, seguendo il fascino dell'incontro con don Giussani; ndr -. Lo ha ricevuto a casa sua accanto alla parrocchia dove lavora, nel quartiere "1° de maio". Pigi ha raccontato del lavoro che svolge con la comunità della regione per studiare la dottrina sociale della Chiesa e dei nuovi progetti: insieme a Rosetta stanno costruendo un asilo-nido per aiutare le famiglie più bisognose di quell'area e con il contributo della comunità di CL di Torino è stato creato un centro informatico per ragazzi.
A fine giornata un'assemblea con tutta la comunità. In questa occasione alcuni cantanti e musicisti hanno presentato canzoni brasiliane sul tema del senso religioso.

Rio de Janerio
Altra tappa del viaggio di don Carrón in Brasile è stata nella "città meravigliosa". Anche a Rio de Janerio ha tenuto, insieme a monsignor Filippo Santoro, vescovo di Petropolis, un incontro con la comunità e gli amici, al quale hanno partecipato più di 450 persone. Molti avevano lavorato per diffondere questo incontro e il Cardinale della città, Eusebio Oscar Scheid, scusandosi per l'assenza, ha inviato un telegramma: «Che Dio benedica sempre più la missione evangelizzatrice e comunitaria del movimento Comunione e Liberazione, specialmente in mezzo alla gioventù, che cerca Cristo, molte volte senza saperlo». Purtroppo don Carrón non ha potuto visitare i due asili-nido che Avsi mantiene in una favela di Copacabana, il Morro dos Cabritos, un luogo di grande violenza, dove le famiglie trovano un punto sicuro al quale affidare i figli. Funziona anche il Centro Educativo per gli adolescenti con dopo-scuola. Solo una passione per la vita dei bambini, degli adolescenti e per le loro famiglie può sostenere questo sguardo attento alle loro necessità che favorisce il loro sviluppo. E così, tutte le settimane i dipendenti, in maggioranza abitanti della favela, insieme ad alcuni genitori, si incontrano per la Scuola di comunità.

San Paolo
Il viaggio di don Carrón si è concluso con la visita ai due nuovi gruppi di amici della città di San Paolo. Persone che portano molte esperienze e ricchezze e che hanno riconosciuto nel carisma «il cammino per l'unico punto che può togliere la tristezza, la paura e la stanchezza dalle loro fatiche quotidiane: Gesù Cristo vivo, presente in una compagnia di amici», come ha detto loro don Carrón.
Il primo gruppo si trova nella zona ovest della città: sono Cleuza e Marcos Zerbini (cfr. Tracce luglio/agosto e settembre 2005) che hanno organizzato un grande pranzo per accogliere don Carrón. E lui li ha ringraziati per la carità con la quale si muovono: «Siamo qui per servirvi», non si è stancato di ripetere. I coniugi Zerbini gli hanno consegnato una targa in ringraziamento per la visita e per la sua dedizione al Signore.
Attraversando la città, nell'estrema zona est, c'è padre Ticão ad attendere don Carrón insieme a un gruppetto della sua comunità. Sono alcuni "agenti di salute", assistenti sociali e volontari che aiutano padre Ticão nella regione di Ermelino Matarazzo, dove è parroco e uno dei grandi leaders popolari. In questa area abitano circa 2 milioni di persone e solo la sua parrocchia conta 30.000 abitanti. Padre Ticão ha presentato i lavori di costruzione del nuovo Centro di Recupero ed Educazione Nutrizionale (Cren). L'opera, che è patrocinata dal Banco Nazionale per lo Sviluppo Economico Sociale, con l'appoggio di Avsi, del Governo dello Stato di San Paolo e di altre istituzioni private, è situata al lato di una grande favela, dove le persone vivono in estrema povertà. L'inaugurazione è prevista per fine anno, quando molte famiglie potranno usufruire dei servizi. Don Carrón ha visitato la nuova chiesa di San Francesco che padre Ticão sta costruendo e la comunità del Giardino Keralux che, con l'aiuto di alcuni amici del movimento, da due anni ha dato avvio a un gruppo di studio su Il rischio educativo con gli educatori della regione e a una cooperativa di sarte. Queste artigiane hanno sviluppate tanto la creazione dei loro prodotti che quest'anno "hanno esportato" alcune borse al Meeting di Rimini.
Anche a San Paolo c'è stata una assemblea con gli amici di CL. 400 persone hanno riempito un auditorium per ascoltare don Carrón rispondere ad alcune domande che attraversano il nostro quotidiano: il venir meno della speranza, la fatica... «Non sono venuto per sostituirvi, ma per dare il metodo che vi aiuti a trovare le risposte».

Manaus e Brasilia
Oltre a queste visitate da don Carrón, si devono segnalare altre due comunità in Brasile: a Manaus - una delle prime città dove negli anni 60 si era recato don Giussani - funziona la Scuola Agraria Regina degli Apostoli che ospita giovani, in maggioranza indigeni, e dove si insegna la coltivazione della terra e l'artigianato come fonte di reddito; a Brasilia accadde uno dei fatti che ha maggiormente segnato la comunità brasiliana: nel 1992 un ragazzo di strada, Edimar, conosce un'insegnante del movimento e a poco a poco decide di cambiar vita. Dopo due anni, dopo aver dichiarato al capo della sua gang: «Io non uccido più», Edimar viene ucciso. Da questo suo gesto sono fiorite in questi anni la casa dei Memores Domini, l'asilo-nido Nossa Senhora Mãe dos Homens e attualmente è in costruzione il Centro Edimar che offrirà corsi professionali e doposcuola per adolescenti, proprio per il desiderio di abbracciare e accompagnare altri ragazzi come Edimar.
Tutto questo è solo, per così dire, un piccolo "campionario" dei molti miracoli che lo Spirito, mediante il carisma di don Giussani, ha suscitato in Brasile. In questo momento di incertezze politiche, con una grave crisi nel Governo, la presenza di don Carrón, con la sua testimonianza personale e le sue parole sicure sono state di grande aiuto per aiutarci a riprendere ciò che ci permette di non perdere la speranza: l'educazione cristiana. La speranza che non delude.

Un nuovo asilo a Salvador de Bahia
Il Governatore di Salvador de Bahia , in Brasile, ha inaugurato un asilo per bambini poveri intitolato a don Giussani.
In una baia che, dopo essere stata invasa da migliaia di baracche e persone in condizioni di vita disumane, oggi appare come il cantiere di un mondo nuovo, è nata un'opera educativa che porta il nome di Luigi Giussani. Siamo a Salvador de Bahia , 13 settembre: il Governatore di Bahia ha inaugurato un asilo per duecento bambini, figli di famiglie in condizioni di estrema povertà.
L'idea di dare a quest'opera il nome del fondatore del movimento era stata avanzata a febbraio dai rappresentanti del Governo di Bahia , durante l'incontro annuale di valutazione del Programma di sviluppo urbano e umano di un'area di favela di Salvador, l'area degli "Alagados".
L'asilo sorge in un quartiere di circa duecento case in fase di ultimazione, destinate a famiglie che vivevano in palafitte.
Sotto la fotografia di don Giussani compare un passo da Il rischio educativo: «L'idea fondamentale di un'educazione rivolta ai giovani è il fatto che attraverso di essi si ricostruisce una società. Nella varietà delle espressioni, delle culture e delle consuetudini, il cuore dell'uomo è uno: il cuore mio è il cuore tuo, ed è il medesimo cuore di chi vive lontano da noi, in altri Paesi o continenti. La prima preoccupazione di un'educazione vera e adeguata è quella di educare il cuore dell'uomo così come Dio l'ha fatto. Introduzione alla realtà totale, ecco cosa è l'educazione».
All'inaugurazione dell'asilo, il 13 settembre, don Carrón ha sottolineato che il senso di un'opera educativa è sempre la dignità umana, portando con sé la certezza dello sguardo e dell'intercessione di don Giussani, che «dal cielo ci starà guardando felice».
Sono state le istituzioni a sottolineare che quest'opera educativa rappresenta la presenza della Chiesa nella comunità e che il potere pubblico riconosce nella sua azione il «contributo essenziale di portare la speranza».
Il governatore Paulo Souto ha riconosciuto nel rapporto di lavoro con Avsi una vera collaborazione e una fiducia reciproca che allontanano il rischio dell'autoaffermazione e della logica di potere, «certi di avere come obiettivi il bene comune e lo sviluppo umano» e ha sottolineato come positiva l'esperienza di un appoggio pubblico ad iniziative nate dalla comunità.
La gestione dell'asilo, costruito con fondi della cooperazione italiana, sarà affidata ad Avsi, con contributi pubblici, di donatori privati e delle adozioni a distanza dei bambini.

[Tracce, ottobre 2005, pp. 58 ss]

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